
Discover The Women That Inspire Project Tomoe
Giulia Sturla Senior Designer @ The PPW & Lead Designer For Project Tomoe
Giulia is a senior footwear/accessories designer and developer at The Paperplane Workshop with almost a decade of experience in the industry.
As dedicated environmentalist, Giulia believes that true design excellence lies in creating products that not only look good but also respect the planet—minimizing waste, maximizing durability, and rethinking materials for a more responsible future.
Dive deep into the thought process behind designing a product like Project Tomoe and what inspires her creative mind.
How does nature influence your creative process?
Nature influences my creative process in countless ways. Observing any animal, plant, or landscape up close reveals an entirely new world. It may sound like a cliché, but the reality is that nature has practically created everything we can think of or imagine. The textures of animals, the works of art that insects create by working with materials, and the color palettes you see just by looking up at the sky at any moment of the day are all sources of inspiration. I’m convinced that if we paid more attention and spent more time immersing ourselves in these micro and macro worlds, taking care of the nature around us would become second nature.
In che modo la natura influenza il tuo processo creativo?
La natura influenza moltissimo il mio processo creativo. Osservare da vicino qualsiasi tipologia di animale, piante, paesaggio ti apre uno scenario sempre nuovo. So che può sembrare una frase di circostanza, ma la realtà è che la natura ha già creato praticamente tutto quello che noi possiamo pensare o immaginare. Le texture degli animali, le opere d’arte che creano gli insetti lavorando i materiali, le palette di colori che puoi vedere semplicemente alzando lo sguardo verso il cielo in qualsiasi momento della giornata.
Sono convinta che se iniziassimo a farci più caso, dedicando tempo a perderci in questi micro e macro mondi, sarebbe un processo scontato cominciare a prendersi cura della natura che ci circonda.
What does it mean to you to create something that is not only beautiful but functional?
As a designer, I believe that nowadays, when studying and creating any type of product, the first question to ask is whether an element is necessary, functional, and can in some way contribute positively to those who buy, wear, or use it. Especially in this field of fashion, design often overshadows function (instead of following it), and we end up with products that are aesthetically perfect but actually not very functional!
Cosa significa per te creare qualcosa che non sia solo bello, ma anche funzionale?
Come designer, credo che al giorno d’oggi, per studiare e realizzare qualsiasi tipologia di prodotto la prima domanda da porsi è se un elemento è necessario, funzionale e se può in qualche modo contribuire in maniera positiva a chi lo compra, indossa o utilizza.
Soprattutto in questo settore, quello della moda, spesso il design supera la funzione (anziché seguirla) e ci si ritrova davanti a prodotti esteticamente perfetti ma effettivamente poco funzionali!
What's the most demanding aspect of working on a project like Tomoe?
In truth, the project evolved very naturally and fluidly. The idea was to create a “cool” bag that broke away from typical handbag conventions and could easily adapt to a versatile look. The most challenging part was designing a product that was not only aesthetically pleasing and fully functional in every way but also as sustainable as possible—from the choice of materials to its end-of-life disposal.
Qual’è l’aspetto più impegnativo nel lavorare a un progetto come Tomoe?
In realtà il progetto è nato e cresciuto in maniera molto naturale e fluida.
L’idea era di creare una borsa che fosse “cool” ma che si distaccasse dai soliti canoni di hand bag, che si adattasse a una tipologia di look/outfit più trasversale.
L’aspetto probabilmente più difficoltoso è stato quello di creare un prodotto che fosse esteticamente bello e funzionale in ogni aspetto ma anche il più sostenibile possibile, sia in termini di scelta di materiali che sotto il punto di vista dello smaltimento.
What have you learned about yourself during the creation process of Tomoe?
I definitely realized that crafting a product that combines all these elements isn’t simple, and that makes the eventual satisfaction even greater. Another valuable lesson came from observing the entire PPW team’s approach: every single member contributed from the very beginning and continues to do so, creating what everyone sees every day. Since this was an in-house project, free from market pressures or external constraints, we had the opportunity to study, design, and create together a product that reflects our personal taste and design philosophy. It was truly a team effort, and I’m grateful to each of them for what we achieved after many months of hard work!
Cosa hai imparato su te stessa durante il processo di creazione di Tomoe?
Sicuramente ho realizzato che creare un prodotto che metta insieme tutti gli aspetti a cui ho accennato prima non sia semplice, ma proprio per questo, la soddisfazione è stata grande alla fine.
Un’altro aspetto che mi ha insegnato molto ed ho apprezzato, è stato l’approccio di tutto il team di PPW sul progetto: ogni singolo membro ha contribuito dai primi passi e tutt’ora continua a farlo, creando quello che tutti vedono ogni giorno.
Essendo un progetto interno, che non deve rispondere a nessuna logica di mercato, nessun paletto imposto dall’esterno, abbiamo avuto la possibilità di studiare, disegnare e realizzare insieme un prodotto che rispecchia il nostro gusto e la nostra idea di design.
E’ stato un vero lavoro di squadra, e devo ringraziare ognuno di loro per quello che abbiamo portato alla luce dopo molti mesi di lavoro!
What landscape or place makes you feel most connected to yourself?
I must admit that I don’t have one specific place that holds a special spot in my heart. However, there are places and situations where I find it easier to relax and reconnect with myself: the silence of the mountains, my ceramics studio, and beech forests are among them! In general, finding a moment to truly connect with yourself—away from everything and everyone, regardless of where you are—is not simple but is absolutely essential for feeling good about yourself and with the rest of the world.
Quale paesaggio o luogo ti fa sentire più in sintonia con te stessa?
Devo ammettere che non ho un posto del cuore specifico. Ci sono però luoghi e situazioni in cui riesco più facilmente a rilassarmi e a riconnettermi con me stessa: il silenzio dei della montagna, il mio laboratorio di ceramica, e i boschi di faggi sono tra questi!
In generale riuscire a trovare un momento per connettersi davvero con se stessi, fuori da tutto e da tutti, a prescindere dal luogo in cui ci si trova, è un gesto non semplice ma davvero fondamentale per stare bene con se stessi e con il resto del mondo.
What are the key challenges of designing sustainably?
Unfortunately, more and more often we are deceived by a false idea of sustainability that many brands push, and if you’re not well-informed, it’s easy to fall for it. We, as designers, have a fundamental role in this area because everything starts in the design phase: a truly sustainable product must first of all be a quality product, so that it lasts over time. The choice of materials is fundamental, as is the production process and the entire supply chain up to the end-of-life. Above all, I believe that it’s time for both industry professionals and consumers to become more aware: to produce less, but with more care, quality, and informed purpose. The biggest, and revolutionary, challenge is undoubtedly the shift from a linear economy to a circular economy. And even here, nature has already done it: there isn’t a single waste element generated in nature that isn’t a resource for someone else. If this concept were applied to industry, especially fashion, managing the supply chain would certainly be much simpler, and everything that is now considered waste could become a resource!
Qual’è la sfida più grande quando si tratta di progettare in modo sostenibile?
Purtroppo sempre più di frequente siamo ingannati da una finta idea di sostenibilità che molti brand ci propinano e se non abbastanza informati ci si casca facilmente.
Noi, come designer abbiamo un ruolo fondamentale su questo tema, perché tutto parte in fase di progettazione: un prodotto veramente sostenibile deve essere prima di tutto un prodotto di qualità, in modo che possa durare del tempo.
La scelta dei materiali da utilizzare è fondamentale ma cosi come il processo produttivo e tutta la filiera produttiva fino al fine vita.
Soprattuto, credo che sia arrivato il momento di essere più consapevoli, sia come addetti al settore che come consumatori: generare meno prodotto, ma con più attenzione, qualità e con una cognizione di causa.
La sfida più grande, ma rivoluzionaria, è sicuramente il passaggio da un concetto di economia lineare a quello di economia circolare. E anche qui, la natura ha già fatto tutto: Non esiste infatti un singolo elemento di scarto generato in natura che non sia risorsa per qualcun altro.
Se questo concetto venisse applicato all’industria, soprattutto a quella della moda, sicuramente sarebbe più semplice gestire la filiera e tutto quello che ora è scarto potrebbe diventare risorsa!